Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale

MANIPOLAZIONE DORSO-LOMBARE (MANIPOLAZIONE DORSALE / MANIPOLAZIONI LOMBARI) THRUST/SBLOCCO SCHIENA

Ingrossamento dei linfonodi da osteocondrosi

Biasco nel corso di Oncologia Medica stata aggiunta una parte che -sui vostri orari si chiama anestesia ma non ha niente a che fare con anestesia- si chiama Terapia del Dolore. Noi dobbiamo parlare di una parte del discorso di oncologia che la terapia del dolore; il corso di anestesia Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale svolto al sesto anno.

Il corso si occuper di principi di terapia del dolore nel paziente oncologico. Uno potrebbe pensare che il paziente oncologico per qualche motivo ha un dolore particolare, perch nel paziente oncologico dovrebbe esserci un dolore particolare rispetto ad un altro paziente che ha dolore?

Ad esempio abbiamo un paziente oncologico che lamenta dolore ed un pz con la lombosciatalgia che lamenta dolore; c' differenza tra questi due? Pensando alle possibili cause di lombosciatalgia, ad esempio ernia del disco, la sintomatologia dolorosa dovuta alla compressione da parte di questa sulle Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale nervose provocando radicolopatia che un dolore.

Se al posto dell'ernia nello stesso posto, nella stessa colonna vertebrale, nella stessa vertebra c' una metastasi ossea che cresce e comprime le Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale nervose il pz sentir dolore. Allora c Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale fra un dolore del paziente oncologico e un dolore del paziente non oncologico?

No, non c differenza. Continuando con lesempio dellernia del disco noi sappiamo che il legamento posteriore longitudinale il legamento che tiene tutta la colonna vertebrale mantiene Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale le vertebre Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale posizione una sopra laltra.

Nella colonna vertebrale sono presenti due legamenti: -posteriore -anteriore Perch importante il posteriore? Perch il posteriore quelllo che subisce la forza quando viene espulsa l'ernia, questo legamento essendo un legamento molto molto resistente non permette all'ernia di avanzare nel suo percorso. Il legamento longitudinale essendo resistente non permette all'ernia che sta uscendo di arrivare al midollo spinale, resistente e lernia trovando una resistenza scivola lateralmente, dove sono localizzate le radici nervose e va ad irritarle causando radicolopatia.

Il dolore del pz oncologico non diverso dal dolore del pz non oncologico poich la crescita di una metastasi ossea puo determinare allo stesso modo di unernia del disco compressione delle radici nervose e quindi radicolopatia. Quindi le cause sono simili e come vi far vedere nelle prossime lezioni estremamente importante capire non soltanto le cause perche che si tratti di metastasi o di unernia ancora non mi basta per il trattamento, io devo capire qual il meccanismo fisiopatologico sottostante, che causa il dolore, e una volta capito il meccanismo fisiopatologico potrei esaminare la giusta terapia.

Questi sintomi possono essere presenti sia in pz oncologici con dolore sia in pz non oncologico con dolore. Primo concetto: ricordare Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale non c' differenza tra il dolore del paziente oncologico e il dolore del pz non oncologico.

Il dolore nel pz oncologico pi devastante perch una malattia che suscita in noi delle aspettative non positive, quindi fa molto piu' effetto su di noi; ma anche un pz giovane con lombosciatalgia che ha molto dolore e che non puo' svolgere le attivit abituali e attivit fisiche sente dolore e non baster la terapia con FANS che lortopedico gli prescriver.

Il sistema sensoriale del dolore fisiologico ha lo scopo ben preciso di proteggerci dall'ambiente esterno. Il dolore fisiologico ha significato di protezione, informa l'individuo che c' qualcosa che non va in periferia, e quindi che occorre prendere dei provvedimenti. I provvedimenti nel mondo degli animali essenzialmente sono due: combatti o fuggi; quindi Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale che il dolore ha i suoi significati fisiologici, non soltanto ci avverte ma anche metter in atto dei meccanismi da poter affrontare le conseguenze della causa che ha generato il dolore.

Limportante che il dolore sia un sistema che fisiologicamente causa delle conseguenze, il dolore diventa malattia quando perde questa funzione; quando il dolore diventa cronico ad esempio se Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale ho una sacroileite per dieci anni perch un chirurgo mi ha detto di usare un bastone ed io Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale storto alla fine l'altricolazione sacroiliaca si sposta ed infiammata continuamente; perch per dieci anni il dolore deve continuare ad informarmi che c' questo dolore?

Il dolore fisiologicamente ha la funzione di proteggere, diventa malattia quando cronico e non si cura la causa primaria del dolore. Avendo detto che il dolore un qualcosa di multifattoriale; quindi la prima cosa che c qualche fatto fisico stiamo parlando del dolore fisico non dovuto ad altre cause es. Questa componente sensoriale del dolore viene tinta con un aspetto cognitivo; il dolore una condizione normalmente spiacevole; Riassumendo fino ad ora il dolore possiede una componente sensoriale e una componente che noi chiamiamo affettivo-motivazionale aspetti cognitivi dell'esperienza del dolore e prima ancora abbiamo detto che di fronte al dolore gli animali posso utilizzare due strategie: combattere la causa che gli ha procurato dolore o scappare da tale cause causa perci il dolore determina unazione si tratti di combatti o fuggi da parte dellorganismo.

Considerando il fuggire o il combattimento giustamente per realizzare queste due strategie bisogner mettere in atto nellorganismo anche pensando allanimale pi rudimentale che ci sia comunque dotato di un sistema circolatorio a sangue caldo in cui sia presente anche una sorta di cuore delle risposte.

Il fatto di dover fuggire o il fatto di dover combattere all'interno organismo avr conseguenze sullattivazione muscolare; per azionare i muscoli e consumare ATP bisogner aumentare l'apporto di sangue verso i muscoli attraverso il sistema circolatorio. Per far arrivare sangue ai muscoli bisogna aumentare lapporto sanguigno attraverso il sistema circolatorio che porta il sangue ai muscoli e che utilizza una pompa che si chiama cuore.

Quindi la prima reazione che il dolore determina nel nostro organismo l'aumento della frequenza cardiaca per quel meccanismo arcaico che mira ad aumentare l'apporto sanguigno ai muscoli.

Vi sono tuttavia individui che sono abituati ad affrontare situazioni di stress ad esempio gli atleti agonisti che svolgono attivit sportiva, che preparano il loro cuore a Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale risposte agli stress di questo tipo non con un meccanismo di compenso atto all'aumento della frequenza cardiaca ma si rivolgono all'aumento della contrattilit e all'aumento del volume del ventricolo.

La risposta del loro cuore non deve essere tanto aumento Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale frequenza cardiaca ma laumento contrattrilita perch ci sar pi volume che esce ad ogni contrazione cardiaca che potrebbe tradursi in aumento della gittata cardiaca. In questi individui invece che avere delle risposte simpatiche al dolore, che sono piu' frequenti, hanno risposte parasimpatiche. Spesso e volentirei vediamo grandi uomini forzuti che fanno attivt agonistica che a fare una puntura svengono.

La risposta neurovegetativa al dolore che comunemente simpatica invece diventa parasimpatica. Le risorse energetiche hanno bisogno di un'altra cosa importante perch per formare l'atp ci vuole ossigeno che a sua volta viene dai polmoni. Se noi aumentiamo la gittata cardiaca per soddisfare le necessit dellorganismo aumentando la gc tutto questo sangue andrebbe in tutti i distretti indifferentemente; ecco che a correggere leventuale spreco di sangue si attua la vasocostrizione nei distretti non utiliti.

Occore in questo modo vasocostringere laddove non necessario in quel momento che arrivi il sangue e vasodilatare il distretto muscolare dove necessario arrivi il sangue per mettere in atto risposta al dolore. Tuttavia la vasocostrizione ha un prezzo! La vasocostrizione a livello locale del tessuto pu indurre ipossia e a monte ,a livello sistemico, determina un aumento della pressione ipertensione.

Il terzo fenomeno neurovegetativo accompaganto dal dolore l'ipertensione. Riassumendo la componente neurovegetativa al dolore fisiologico costitutita da risposte simpatiche quali: tachicardia tachipnea ipertensione chiaro che nel dolore cronico queste risposte piano piano si attenuano ma non detto che scompaiano del tutto; potrebbero esse stesse determinare altre patologie nell'individuo. Ad esempio nellindividuo con dolore cronico che ha la bpco e non riesce a respirare bene se ha dolore noi induciamo un circolo vizioso per il quale la sua condizione di salute genrale si Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale oppure quello che ha gia qualche arteriolina che sta li li per essere completamente chiusa di fronte ad un dolore acuto, ma anche continuo, e aumento delle richieste di O2 da parte del cuore puo' determinare infarto.

Ma questo sar argomento del sesto anno, lanestesista non si limita a far dormire la gente quello che deve fare lanestesista di evitare queste risposte neurovegetative che possono compromettere lo stato di salute del pz; far dormire la gente non uguale ad eliminare le risposte neurovegetative, il cervello cognitivamente non funziona ma le risposte sono neurovegetative; le funzioni neurovegetative sono staccate dal nostro controllo cognitivo.

Il dolore puo' determinare delle reazioni neurovegetative che a loro volta possono compromettere la salute della persona quindi la terapia del dolore non soltanto per togliere il dolore; la terapia del dolore ha proprio il suo razionale per tutelare la salute della persona perch il dolore ha. La quarta componente del dolore la reazione motoria atta ad eliminare il dolore per cercare di contenere il dolore atteggiamento antalgico L'immobilit aiuterebbe a contenere il dolore poich non sollecita i recettori per il dolore.

A questo punto la definizione apre la porta verso la causa del dolore perch Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale esperienza sensoriale emotiva spiacevole puo' essere dovuta a. La definizione diventa diffcile nella parte finale. Ci puo' essere una condizione per cui il sistema sensoriale -tanto decantato per la sua funzione fisiologica protettiva- funzioni non nel modo in cui il sistema sensoriale deve comportarsi. In generale un sistema sensoriale necessita di: uno stimolo adeguato ad attivare un recettore specifico un recettore che trasduce lo stimolo in potenziale dazione trasmissione del potenziale dazione lungo le fibre nervose midollo spinale-talamo-corteccia possibile che per qualche motivo un potenziale d'azione si forma ma non grazie al processo della trasduzione per qualche aberrante attivit del sistema sensoriale.

Quando emanuele parla io sento sulla linea telefonica dedicata tra me e lui dei rumori e so che viene da lui una linea specifica ora viene Alberto che un ragazzo biricchino prende un'asta metallica e comincia a grattere su questa linea Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale io -cervello- sento rumori su questa linea telefonica siccome so che questa linea telefonica dedicata ad Emanuele io penso che lui sia impazzito, guardo Emanuele e vedo che sta l tranquillo.

Quello che successo che il sistema sensoriale per qualche motivo ha cominciato a scatenare dei potenziali dazione che arrivano al mio cervello segnalando che qualcosa in periferia non va: questa la linea dedicata al dolore; arriva alla corteccia somatosensoriale nell'area del dolore e quindi io dico che qualcosa non funziona.

Lesempio piu semplice del dolore neuropatico la sciatalgia; l'ernia del disco irritava le radici nervose e quindi radicopatia che dolore neuropatico.

Quando l'ernia all'inizio della sua strada spingeva solo contro il legamento longitudinale posteriore non irritava le radici nervose ma irritava il legamento longitudinale posteriore dove ha determinato un dolore nocicettivo che noi normalmente chiamiamo lombalgia. Quando l'ernia non potendo avanzare ulteriormente a causa della presenza del legamento longitudinale posteriore scivola lateralmente verso le radici del tronco comicia a dar luogo anche a sintomi di radicolopatia. Il dolore nel paziente non solo unaesperienza sensoriale spiacevole ma fa danno per via delle risposte neurovegetative.

Un'altra cosa interessante era la terapia; vedete che se dividiamo i pazienti a Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale di ci che avevano detto della loro intensit di dolore e quindi: pz senza dolore pz dolore lieve pz dolore moderato pz dolore severo prendendo questi gruppi di pz siamo andati a vedere che terapia del dolore avevano; noi ci aspettavamo che un paziente che riferisse dolore severo avesse una terapia del dolore molto vigorosa.

Dove c' dolore forte ci vuole un'analgesico forte, che non un FANS, ci vuole un oppiaceo. Come vi spiegher per le prossime lezioni serve un oppiaceo per trattatare un dolore severo.

La NRS una scala per valutazione del dolore, nelle parti piu elevate della scala quindi intensit di dolore molto elevata mi aspetterei di nuovo che ci sia una percentuale elevata di farmaci oppiacei, invece troneggiano i FANS. Questo grafico mostra le proporzioni del dolore di intensit moderata e severa in diverse aree dell'ospedale; in oncologia la prevalenza dei soggetti con dolore moderato severo era bassa, anche in pediatria, in medicina quale medicina?

Il problema per che quando si irradia una massa tumorale, questa non immobile ma reagisce con un edema locale. Quindi i primi gg dopo la radioterapia la massa tumorale invece che ridursi si gonfia e il dolore peggiore finch l'edema non si riassorbe e appunto si riduce la massa; pertanto nel reparto di radioterapia la prevalenza del dolore piu alta dellospedale. Nonostante la pallliazione della radioterapia, essa stessa provoca dolore quindi quando faremo della palliazione occorre sapere che fra dieci giorni il paziente soffrir le pene dell'inferno e quindi devi fare terapia antalgica.

Un concetto molto importante che mi interessa che voi sappiate che le cure palliative E terapia del dolore non sinonimo di terapia nell'ultima settimana di vita.

Le cure palliative e la terapia del dolore sono degli approcci medici che devono accompagnare la persona malata dal primo giorno della diagnosi di malattia; non si deve trattenere la palliazione e la terapia del dolore alla fine della malattia, bisogna iniziare a trattare da subito il dolore nel paziente oncologico. La legge tratta molti argomenti per appronfodire cercare legge sul sito ministero della salute tra cui il fatto che prevista una rete su tutto il territorio italiano per le cure palliative.

Questa rete articolata su tre livelli: I livello medico di medicina generale II livello ambulatorio di terapia del dolore o di cure palliative che si occupa di assistenza sia al medico Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale medicina generale che a trattare i soggetti che non hanno necessit di trattamenti eccessivamente complicati SPOKE III livello Centro HUB un centro specialistico che potrebbe dare risposte a tutte le questioni a cui i livelli piu bassi non hanno saputo dare.

La media delle risposte corrette era vergognosa, anche in domande semplici come ad esempio su cosa fosse meglio per un dolore molto forte FANS o oppioide. La cosa molto importante che sancisce la legge 38 Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale la rilevazione del dolore nel paziente ospedalizzato deve essere fatta tre volte al giorno,non soltanto chiedere qual lintensit del dolore ma deve essere trascritto nel diario del pz se no un'omissione.

Si visto che la concordanza su intensit del dolore riferita dal pz e quella secondo linfermiere secondo la loro esperienza professionale era minore quanto pi aumentava il dolore riferito dal pz; quanto piu il pz riferisse unintensit di dolore elevata tanto piu era maggiore la sottovalutazione da parte di questo dellinfermiere. La problematica che sorge non da poco, il pz riferisce ad esempio un dolore di 8 mentre invece linfermiere lo valuta 4 e instaura terapia per dolore 4.

La concordanza tra quello che dice il paziente e quello che dice linfermiere inversamente proporzionale allintensit del dolore, pi basso il dolore riferito dal pz pi linfermiere daccordo. Non si utilizza uno strumento unico per la valutazione del dolore, ma si basa sulla sensazione personale della persona esterna che lo valuta; non puoi soggettivamente valutare lesperienza soggettiva di un altro perch entrano in gioco tanti elementi che confondono la tua valutazione.

Questo per dire che non Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale mai soggettivamente valutare il dolore, il pz che lo valuta. Occorre pensare alla terapia del dolore anche nei pazienti pediatrici e l siamo molto carenti; se siamo molto carenti negli adulti lo siamo triplamentete nei bambini.

Per comprendere appieno la progressione dell'informazione nocicettiva dalla periferia sino alla corteccia cerebrale inoltre importante considerare le basi anatomiche e fisiologiche del percorso effettuato dallo stimolo doloroso: solo in questo modo possibile comprendere, eventualmente, a quale livello della via sia situato il problema e come intervenire in maniera specifica tramite gli analgesici.

Nel dettaglio, il dolore caratterizzato da una struttura, che consta di una serie di sequenze fisiologiche, del tutto simile a quella degli altri sistemi sensoriali: un esempio utile quello della visione. In tal caso, infatti, l'inizio della via rappresentato dallo stimolo luminoso onde elettromagnetiche che colpiscono l'oggetto della visione e si riflettono verso l'osservatoreche penetra attraverso le pupille e colpisce la retina, ove sono Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale specifici fotorecettori, coni e bastoncelli, responsabili della trasformazione dell'energia meccanica in potenziale d'azione, che viene poi condotto sino al SNC, grazie alle fibre nervose.

Tale trasformazione di energia, ad opera di un sistema recettoriale specifico, viene definita trasduzione: la conditio sine qua non perch lo stimolo venga condotto dalla periferia al centro e rappresenta il primo meccanismo di tutti i sistemi sensoriali, ivi compreso il dolore, nell'ambito del quale potrebbe essere utilizzata come target per un adeguato farmaco analgesico.

Per quanto riguarda il primo neurone, esso presenta alcune peculiarit strutturali ed istologiche: mentre infatti, genericamente, i neuroni sono costituiti da un corpo cellulare provvisto di dendriti che ricevono i segnali in arrivo ed un assone da cui il potenzia d'azione procede sino al bottone sinaptico, ove avviene il rilascio del neurotrasmettitore e vengono quindi definiti bipolari, poich formati da un polo ricevente, un corpo che si depolarizza ed un assone efferente, il primo neurone nocicettivoinvece, pseudounipolare, o a T.

Con tale termine ci si riferisce al fatto che sembri essere presente un unico polo: in realt, dal corpo cellulare origina un unico ramo che, per, si biforca subito dando origine a due ramificazioni: periferica: termina in periferia, mediante le terminazioni nervose e rappresenta, pertanto, la componente efferente adibita alla raccolta.

Il corpo cellulare del neurone a T, inoltre, localizzato a livello dei cosiddetti gangli dorsali: si tratta di rigonfiamenti presenti sulle radici dorsali dei nervi spinali da ricordare che dal midollo fuoriescono due radici, anteriore-motoria e posteriore, che si riuniscono a costituire il tronco di un nervoche ospitano il pirenoforo del primo neurone della via della nocicezione, ma anche di altre vie sensoriali, come il tatto.

La peculiarit rappresentata dal fatto che, a differenza delle altre vie, nel caso del dolore, le estremit periferiche della via non sono munite di strutture recettoriali specifiche quali, invece, coni e bastoncelli, corpuscoli di Pacini o di Meissner etc A proposito della trasduzione, con questo termine si intende quel processo per cui un'energia specifica viene trasformata in potenziale d'azione.

Nel caso del dolore, gli stimoli specifici che per la visione sono le onde elettromagnetiche, per l'udito quelle pressorie, per l'olfatto sostanze chimiche e per il tatto la pressione possono essere di diversa natura: termica, meccanica, chimica.

L'elemento fondamentale che le varie forme di energia abbiano un'intensit tale i recettori sono ad alta soglia da determinare un danno tissutale, che il cardine dell'intero sistema della nocicezione.

Quest'ultimo, normalmente contenuto nei fosfolipidi di membrana, a seguito di un danno tissutale distorcente viene mobilitato dall'enzima fosfolipasi e subisce l'azione della COX ciclossigenasicon produzione finale di PG prostaglandine. Quanto appena descritto valido, ovviamente, per il dolore di tipo nocicettivo, che scaturisce dall'attivazione recettoriale: quello neuropatico, invece, pu sussistere in assenza di trasduzione.

Per quanto concerne nel dettaglio lo Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale doloroso, occorre ricordare che, qualora esso permanga a lungo con intensit adeguata, pu determinare la sensibilizzazione del recettore, che consiste in un vero e proprio sfiancamento del recettore stesso, il quale potr essere a quel punto attivato anche da stimoli di intensit minore. In tali condizioni, anche stimoli normalmente innocui possono essere percepiti come dolorosi: si parla di allodinia. Se, inoltre, ad un recettore sensibilizzato giunge uno stimolo di intensit elevata, la scarica sar ancora maggiore rispetto a quella che uno stimolo analogo provocherebbe in un recettore non sensibilizzato: questo fenomeno viene definito iperalgesia.

Da notare che allodinia e iperalgesia possono anche non essere concomitanti, come accade nella nevralgia post erpetica. I concetti appena esplicati fanno riferimento alla sensibilizzazione periferica: un processo normalmente reversibile ed osservabile in numerose condizioni: ad Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale, a livello di una ferita chirurgica che, durante la guarigione, sicuramente pi suscettibile agli stimoli dolorosi, oppure a livello di una porzione di cute Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale ha subito una scottatura.

Esiste anche una sensibilizzazione centrale, che pertiene per al midollo spinale. Dal punto di vista clinico, importante conoscere a fondo i meccanismi della trasduzione, poich possono rappresentare i bersagli di un eventuale farmaco. Teoricamente, inoltre, poich l'acidit gastrica fondamentale per l'attivazione di enzimi digestivi quali la tripsina coinvolta nella scissione delle proteinel'utilizzo di un protettore esempio: inibitore di pompa dovrebbe inficiare la capacit del soggetto di digerire le proteine e scongiurare del tutto il rischio di gastrolesivit: in realt non cos, perch il farmaco ha Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale compito di inibire l'eccesso di secrezioni gastriche, ma non di abolirle del tutto.

Pertanto, soprattutto nei pazienti gi sottoposti ad una TAO, aumenta il rischio emorragico. Per quanto riguarda la fase di trasmissione, importante ricordare come il potenziale d'azione si propaghi in maniera puntiforme, attraverso continue depolarizzazioni e ripolarizzazioni e con notevole velocit, Trattiamo unernia nella colonna vertebrale cervicale alla conduzione saltatoria mediata dalla guaina mielinica, a livello dei nodi di Ranvier: maggiore la mielinizzazione dell'assone e dunque il suo calibro e maggiore la velocit, poich sar maggiore la distanza tra i nodi stessi.

In base a questo criterio, le fibre nervose dolorifiche si distinguono in fibre C: amieliniche; fibre A : moderatamente mielinizzate.