Caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale

MANIPOLAZIONE VERTEBRALE DEL RACHIDE DORSALE - COSA VALUTARE E COME ESEGUIRLA

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Nel loro insieme essi lavorano in sinergia conducendo stimoli di natura differente al sistema nervoso centrale che li elaborerà integrandoli e dando il via a risposte conseguenti. Nel momento in cui il rapporto tra questi recettori dovesse risultare sregolato si genererà uno squilibrio che condurrà a conseguenti tensioni tonico-muscolari anomale. I muscoli posturali non lavorano in modo isolato ma sotto forma di insiemi sinergici o antagonisti definendo caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale e proprie catene muscolari che convergono a livello dei cingoli scapolare e pelvico, i quali in seguito a scompensi nel loro equilibrio basculano e si deformano tamponando, almeno inizialmente, evidenti deformità del rachide.

Nel momento in cui caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale funzione tampone viene caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale sarà proprio la colonna a subire alterazioni che condurranno probabilmente a deformità scoliotiche.

Questi sono delle semplificazioni del complesso funzionamento del corpo umano inteso come sistema di leve in cui le forze sterne, i muscoli e gli altri tessuti molli agiscono come potenze e resistenze e le articolazioni come fulcri. A titolo di esempio è possibile valutare caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale carico agente sul disco posto tra le vertebre L3-L4 in un soggetto di 70 kg in differenti condizioni Tab.

Al contrario, periodi prolungati in condizioni di carico o scarico possono favorire processi di degenerazione discale ostacolando il ricambio nutritivo. Uno di questi è quello elaborato da SUVA, istituto svizzero per la prevenzione contro gli infortuni sul lavoro.

Questa valutazione analizza testa, spalle, braccia, gambe e piedi, individuando al termine un valore che indicherà se e in che modo sarà necessario intervenire per ripristinare un assetto corretto. Per ognuno dei segmenti corporei viene individuato lo scostamento della postura assunta rispetto a un assetto corretto riassumibile nelle seguenti caratteristiche: la posizione della testa è leggermente inclinata in avanti e il tronco parallelo al piano di lavoro, le spalle non sollevate, i gomiti e le braccia appoggiati al tavolo, la schiena dritta e appoggiata a uno schienale.

Le gambe devono essere libere di muoversi in alto, in avanti e lateralmente senza che le strutture di tavolo caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale sedie lo impediscano, i piedi devono essere ben appoggiati al pavimento o al poggiapiedi e il bordo della sedia non deve comprimere le cosce. Dallo sviluppo di test e analisi come quello appena descritto risulta evidente come uno scostamento dalle condizioni posturali considerate corrette conduca al manifestarsi di disfunzioni e alterazioni che possono sfociare in vere e proprie patologie coinvolgenti primariamente il rachide ma spesso estese ad altri segmenti corporei.

Queste forze convergono in modo evidente a livello della cerniera lombo-sacrale, importante punto di vincolo in cui al peso corporeo si aggiunge la resistenza del suolo allo stesso manifestando la funzione antigravitaria indispensabile per il sostenimento e il movimento del soggetto.

Come conseguenza a questo caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale le ali iliache tendono ad avvicinarsi e le tuberosità ischiatiche ad allontanarsi. Trasmettendo la postura alle vertebre più craniali si opererà quindi un incremento della curvatura lordotica lombare.

È evidente come una deviazione delle curvature sul piano sagittale comporti delle alterate sollecitazioni dei dischi intervertebrali che tenderanno a comprimersi in modo non proporzionale, portando il nucleo polposo in essi contenuto a spostarsi e inducendo compressioni radicolari che possono condurre a fenomeni algici.

Se gli arti superiori sono in appoggio su quelli inferiori o su un piano il tronco si mantiene stabile con il minimo sforzo muscolare. Questo faciliterà il mantenimento di una posizione delle spalle allineata con i fianchi e il pavimento, dei gomiti con il resto del corpo e di avambracci e polsi su una linea retta. Il peso del corpo deve essere distribuito uniformemente sullo sgabello mantenendo uno spazio di circa 3 cm tra il bordo del sedile e il cavo popliteo delle ginocchia, le quali devono rimanere leggermente distanziate e con i piedi ben appoggiati al pavimento.

Il campo operativo è centrato intorno alla cavità orale del paziente, dove per campo operativo si intende la poltrona odontoiatrica con il paziente, il riunito e il servo mobile contenente lo strumentario, il quale consente una rapida accessibilità agli strumenti di lavoro.

È pertanto chiaro come la corretta strumentazione impiegata dal professionista possa influenzare ampiamente la postura da lui assunta durante il trattamento del paziente. Ne sono affetti con modalità differenti sia gli arti superiori, che quelli inferiori, che il rachide attraverso disturbi che possono essere prevenuti e trattati con soluzioni dedicate.

Sindrome del tunnel carpale: compressione del nervo mediano a livello del retinacolo dei flessori nel canale carpale. È solitamente caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale da microtraumi ripetuti, patologie infiammatorie tendinee, movimenti del carpo ripetuti con elevata frequenza, edemi o deformità ossee, comportando deficit sensoriali e motori nel corrispondente territorio di innervazione.

Possono o meno comprendere il contenimento dedicato per il pollice a seconda della presenza o meno di sintomatologie concentrate a livello del primo raggio per esempio sindrome di De Quervain. Cervicalgia: dolore muscolo-tendineo prevalentemente di tipo infiammatorio in sede cervicale comportante sintomatologia dolorosa diffusa e caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale casi più gravi nausea e vertigini.

Lombalgia: sindrome dolorosa muscolare in sede lombare dovuta prevalentemente al mantenimento abituale di posture comportanti deviazioni dalle normali curvature del rachide sul piano sagittale.

I prodotti volti al trattamento ortesico di tale condizione sono molteplici, appartenenti alla famiglia dei corsetti e possono presentare caratteristiche di supporto differenti a seconda delle esigenze del soggetto: un tutore più rigido condurrà a un supporto maggiore ma vincolerà maggiormente il movimento, uno più dinamico avrà un comportamento caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale elastico assecondandolo in maniera più consona ma offrendo un supporto inferiore Fig.

Spinte dalla necessità di rispondere alle esigenze di un gran numero di professionisti che nel corso della propria carriera incorrono con sempre maggiore frequenza in patologie occupazionali di origine posturale, le aziende produttrici hanno da anni iniziato un processo di sviluppo di soluzioni dedicate caratteristiche morfo-funzionali comuni della colonna cervicale più attente ai minimi dettagli ergonomici, dando vita a linee di prodotto innovative e raffinate sia da un punto di vista tecnico che del design.

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Benzoni, A. Aiello, L. Lallitto, A. Lauria, G. Smeraldi December 03, Leave a Reply Cancel reply Your email address will not be published. Content you may be interested in:. No items found. Latest Issues. E-paper DT Italy No.