Articolazioni umane arto inferiore

Apparato Locomotore 43: Muscoli dell'Anca

Grumi doloranti sulla testa e del collo

A differenza di quanto avviene negli arti superiori, per motivi ontogenetici e per adattamenti funzionali i muscoli flessori sono situati anteriormente e gli estensori posteriormente. Movimenti dell'articolazione dell'anca. Stabilità dell'anca. Movimenti di flessione, estensione e rotazione.

Statica del ginocchio. Collo del piede. Statica e movimenti. Movimenti del piede. Ruolo della volta plantare nel contatto al suolo. Strutture superficiali Superficialmente, la massa muscolare è contenuta in una robusta fascia connettivale, che delimita in profondità spazi e logge in cui sono compresi, oltre ai muscoli, i vasi e i nervi profondi, responsabili dell'irrorazione e dell'innervazione dell'arto stesso.

Le arterie profonde sono la femorale e la poplitea; quest'ultima, continuazione della prima, si suddivide poi in arteria tibiale e tronco tibioperoniero. Le vene safene formano il circolo superficiale e, con numerose anastomosi, si collegano alle vene profonde. I nervi principali sono costituiti dal nervo femorale, ramo del plesso lombare, dal nervo sciatico, ramo del plesso sacrale, e dalle loro diramazioni. I nervi superficiali determinano l'innervazione sensitiva della cute dell'arto.

Anca L'articolazione articolazioni umane arto inferiore, o coxofemorale, collega l'arto inferiore al bacino. Essa, pur garantendo ampia mobilità alla coscia e all'arto, deve soprattutto assolvere al compito di sostenere i carichi derivanti dalla postura eretta, ed è quindi caratterizzata da una notevole stabilità, assicurata da solidi legamenti, da potenti masse muscolari, nonché dal particolare orientamento del articolazioni umane arto inferiore del femore rispetto sia alla cavità acetabolare sia alla diafisi femorale.

L'articolazione coxofemorale è composta articolazioni umane arto inferiore una porzione appartenente all'osso iliaco, l'acetabolo, e della parte superiore del femore. L'acetabolo o cotile si presenta come una cavità emisferica, posta sulla superficie laterale, o esterna, dell'osso iliaco. Esso è delimitato dal ciglio o margine, che inferiormente appare interrotto dall'incisura ischiopubica. La sua superficie interna è distinta in due porzioni: una periferica, più propriamente articolare, e una profonda, la fossa dell'acetabolo, interna all'articolazione ma non utilizzata per lo scorrimento dei capi articolari.

La porzione del femore coinvolta nella articolazione dell'anca è la sua estremità superiore o prossimale, costituita dalla testa, dal collo e da due rilievi utili alle inserzioni muscolari: il grande trocantere e il piccolo trocantere. L'articolazione dell'anca si compone inoltre della capsula articolare, che si articolazioni umane arto inferiore a livello dell'osso iliaco sul contorno dell'acetabolo e inferiormente sul femore, comprendendo la testa e il collo.

Nella cavità articolare si trova un legamento interosseo robusto, il legamento rotondo, lungo circa mm, che si fissa sul fondo dell'acetabolo e sulla testa del femore. I muscoli che determinano i movimenti di flessione della coscia sono: lo psoas, o ileopsoasil tensore della fascia lata, l'adduttore lungo articolazioni umane arto inferiore l'adduttore breve, il sartorio, il retto femorale e il pettineo. L'estensione della coscia è determinata dai muscoli grande gluteo, piriforme, semimembranoso, semitendinoso, bicipite femorale capo lungogrande adduttore e quadrato del femore.

Nell'adduzione della coscia sono coinvolti i muscoli psoas, pettineo, otturatore esterno, adduttori, grande gluteo, semimembranoso, semitendinoso e gracile. Il movimento di abduzione della coscia è operato dai muscoli glutei, tensore della fascia lata, piriforme e otturatore interno.

Articolazioni umane arto inferiore rotazione esterna è determinata dai muscoli psoas, otturatore esterno e interno, sartorio, piriforme, quadrato del femore, nonché dai glutei. La rotazione articolazioni umane arto inferiore, infine, è data dal grande adduttore, dal medio e piccolo gluteo, e dal tensore della fascia lata.

Movimenti dell'articolazione dell'anca I rapporti tra femore e cingolo pelvico sono, per alcuni aspetti, simili a quelli tra omero e cingolo scapolare, dato che il bacino si muove in modo tale da disporre la superficie articolare dell'acetabolo nella posizione più favorevole ai movimenti del femore. Tuttavia, il cingolo pelvico ha una mobilità propria estremamente più limitata rispetto al cingolo scapolare, ed è per questo motivo che i movimenti dell'arto inferiore risultano meno ampi e complessi di quelli dell'arto superiore.

L'articolazione dell'anca consente comunque al femore, il più lungo osso del corpo, movimenti simili a quelli dell'omero, seppure di minore estensione. Anche durante l'applicazione di carichi meccanici articolazioni umane arto inferiore, come per es. A questi bisogna aggiungere il ruolo svolto dalla particolare architettura del collo del femore.

Il suo orientamento rispetto all'acetabolo e all'asse femorale è un fattore di stabilità che articolazioni umane arto inferiore l'ottimale trasferimento di forze tra femore e bacino.

Alla nascita, l'assetto tra femore e bacino non è ancora quello più conveniente ai fini della stabilità. La posizione migliore viene raggiunta successivamente, grazie a una rotazione mediale del femore.

Ginocchio Il ginocchio è un'articolazione complessa, comprendente l'articolazione tra femore e tibia e l'articolazione tra femore e rotula. Un complesso apparato capsulolegamentoso e un robusto apparato muscolare limitano la mobilità del ginocchio, facilitandone il compito statico.

L'articolazione del ginocchio è costituita dalle superfici articolari, fornite dal femore, dalla tibia e dalla rotula, e dai mezzi di unione, o apparato capsulolegamentoso. Le superfici articolari sono la troclea e i condili femorali, il piatto tibiale e la faccia posteriore della rotula.

La troclea è disposta anteriormente all'estremità distale del femore, i condili inferiormente e posteriormente. Il piatto tibiale è situato sull'estremità prossimale della tibia ed è costituito da due superfici pianoconcave, articolazioni umane arto inferiore la mediale, separate da una superficie rugosa, che accolgono i condili femorali.

La rotula, o patella, osso sesamoide di forma pressoché triangolare posto nello spessore del muscolo quadricipite femorale, presenta la superficie articolare sul versante posteriore, che si adagia sulla troclea femorale. L'apparato capsulolegamentoso è distinto in un compartimento mediale, uno laterale e un versante posteriore, cui si aggiungono strutture intrarticolari, come i menischi e i legamenti crociati. Il compartimento mediale è essenzialmente rappresentato dal legamento collaterale mediale, struttura connettivale nastriforme, lunga circa 10 cm e larga 1 cm, che dal femore raggiunge la tibia sul suo lato mediale.

Il compartimento laterale è costituito dal legamento collaterale laterale, un cordoncino cilindrico di circa articolazioni umane arto inferiore, teso dal femore alla testa del perone. Questo versante è rinforzato dal tratto ileotibiale, che è la porzione terminale del tendine del muscolo tensore della fascia lata. Il versante posteriore dell'apparato capsulolegamentoso del ginocchio presenta due legamenti di scarsa importanza funzionale, il popliteo obliquo e l'arcuato.

La capsula articolare del ginocchio delimita il cavo articolare, si fissa sul femore e sulla tibia, e presenta discontinuità e rinforzi. Le discontinuità si trovano a livello della rotula, sul cui contorno si ancora la capsula, e a livello dei margini superiori e inferiori articolazioni umane arto inferiore facce esterne dei menischi. A livello del versante posteriore dei condili femorali, la capsula si presenta invece notevolmente ispessita e prende la denominazione di gusci condiloidei.

I menischi presenti all'interno del articolazioni umane arto inferiore sono due, esterno e interno: si tratta di strutture fibrocartilaginee a sezione triangolare, con una faccia articolazioni umane arto inferiore leggermente concava, su cui scorrono i condili femorali, una inferiore piana, che poggia sulla tibia, e articolazioni umane arto inferiore laterale esterna.

I menischi hanno forma di C, l'esterno più chiuso e l'interno più aperto. Per quanto riguarda i legamenti crociati, elementi responsabili della stabilità in senso anteroposteriore del ginocchio, quello anteriore, più corto 1, cmè teso dalla superficie prespinosa della tibia al condilo esterno del femore, mentre il posteriore, più lungo 4, cmè teso dalla superficie retrospinosa della tibia al condilo interno.

I legamenti crociati sono dotati di innervazione e irrorazione proprie. Nel corso della flessione, i condili femorali, con il loro movimento rotatorio, tendono a oltrepassare il bordo posteriore del piatto tibiale, ma sono trattenuti dai legamenti crociati, dalla fascia lata e da altre strutture di contenimento.

All'aumentare dell'angolo di flessione, il legamento crociato anteriore viene messo in tensione e determina uno slittamento anteriore dei condili femorali sui menischi. A partire dalla posizione di completa flessione, l'estensione del ginocchio avviene mediante rotazione dei condili femorali in direzione del bordo anteriore del piatto tibiale. Nel corso di tale movimento, il legamento crociato posteriore entra in tensione e determina uno slittamento posteriore dei condili articolazioni umane arto inferiore sui menischi.

Nell'azione estensoria, la forza sviluppata dal muscolo quadricipite femorale viene trasmessa alla tibia da un insieme di strutture costituenti un complesso anatomofunzionale che prende il nome di apparato estensore del ginocchio. Gli elementi di tale apparato meccanicamente più sollecitati sono il tendine del quadricipite, la rotula e il tendine rotuleo. La superficie posteriore della rotula, che si articola con l'estremità distale del femore, è articolazioni umane arto inferiore di una cresta longitudinale che si adatta perfettamente alla gola della troclea femorale.

Durante i movimenti di flessione ed estensione del ginocchio, l'apparato estensore scorre sulla profonda scanalatura costituita dalla gola della troclea femorale e dalla superficie intercondiloidea. Da un punto di vista biomeccanico, durante l'azione estensoria operata dal quadricipite femorale, la rotula svolge un ruolo molto importante. Essa, infatti, agendo come una sorta di puleggia, amplia l'angolo di inserzione del legamento rotuleo sulla tuberosità della tibia, aumentando, di conseguenza, il vantaggio meccanico del quadricipite femorale.

Nella posizione di completa estensione, la rotazione assiale del ginocchio è impedita dalla tensione sviluppata dai legamenti laterali e crociati. Nella posizione di flessione, invece, il movimento di articolazioni umane arto inferiore assiale del ginocchio è reso possibile dalla riduzione della tensione dei legamenti collaterali e della fascia lata. In tale condizione, il peso del corpo gravante su di essa tende ad aumentare l'angolo di estensione, in quanto la linea di gravità del baricentro del corpo cade di poco anteriormente ai punti di contatto dell'articolazione.

Il articolazioni umane arto inferiore di iperestensione, che sarebbe conseguente a questo particolare assetto meccanico del corpo, viene contrastato soprattutto dal legamento crociato posteriore, coadiuvato almeno in parte dai legamenti laterali e dal tessuto fibroso del piano articolazioni umane arto inferiore della capsula articolare.

L'interazione meccanica che si stabilisce tra articolazioni umane arto inferiore forza di gravità e le articolazioni umane arto inferiore di reazione degli elementi capsulolegamentosi sopra indicati determina il blocco fisiologico del ginocchio, e consente quindi il articolazioni umane arto inferiore della postura eretta articolazioni umane arto inferiore senza l'intervento dei muscoli che si oppongono alla gravità estensori.

Va articolazioni umane arto inferiore ricordato l'asse meccanico dell'arto inferiore, che unisce i punti centrali delle articolazioni dell'anca, del ginocchio e del collo del piede. Collo del piede Il collo del piede è quella regione, disposta tra la gamba e il piede, che comprende l'articolazione tibiotarsica, o caviglia.

In superficie e posteriormente, il collo del piede mostra il rilievo del tendine di Achille, delimitato sui lati dalle docce retromalleolari, mediale e laterale. Lateralmente si apprezzano i rilievi dei malleoli, anteriormente quelli dei tendini dei flessori dorsali del piede.

L'articolazione tibiotarsica è determinata dalle superfici articolari presenti sulle estremità distali della tibia e del perone, e dalle facce superiore, mediale e laterale dell'astragalo. La faccia superiore dell'astragalo è a forma di troclea, con una gola mediana disposta in senso anteroposteriore e due versanti, di cui l'esterno più esteso.

La caviglia è dotata di una capsula e di legamenti: il legamento tibiale, mediale, e il articolazioni umane arto inferiore fibulare, laterale. Il legamento tibiale è denominato deltoideo perché di forma articolazioni umane arto inferiore.

Irradiandosi verso articolazioni umane arto inferiore basso, esso congiunge il malleolo mediale all'astragalo, allo scafoide e al calcagno. Il legamento fibulare unisce invece il malleolo laterale all'astragalo e al calcagno. L'articolazione tibiotarsica consente i movimenti di flessione ed estensione del piede. La flessione dorsale del piede è determinata dai muscoli tibiale anteriore, estensori lunghi delle dita e dell'alluce e peroniero anteriore.

L'estensione o flessione plantare è data dai muscoli tibiale posteriore, lunghi flessori delle dita e proprio dell'alluce, tricipite surale, plantare e peronieri lungo e breve. Sull'estremità distale della tibia sono presenti due superfici articolari, una articolazioni umane arto inferiore, per la faccia superiore dell'astragalo, e una verticale, per il versante mediale dell'astragalo.

Sull'estremità distale del perone, infine, si trova invece una sola superficie articolare, posta sul malleolo laterale, per il versante laterale dell'astragalo.

Statica e movimenti L'articolazione tibiotarsica è adatta a funzioni di sostegno e di movimento. Nella postura eretta, essa sopporta l'intero peso del corpo, mentre durante la locomozione deve anche assicurare i movimenti tra gamba e piede.

Il carico meccanico viene sopportato dalle estese superfici articolari della tibia e dell'astragalo, che consentono movimenti solo sul piano sagittale: flessione ed estensione. La mobilità della caviglia è soprattutto controllata dai muscoli soleo, tibiale anteriore e gastrocnemio, con i quali collaborano anche i muscoli più direttamente implicati nel movimento delle dita del piede.

La stabilità trasversale della caviglia è assicurata dalla sua architettura e da robusti apparati legamentosi di rinforzo. La tibia e il perone, saldamente uniti dai legamenti tibioperoneali e dal legamento interosseo, costituiscono, con la loro porzione malleolare, una solida struttura arcuata nella quale è trattenuto l'astragalo.

Quest'ultimo è inoltre fissato ai malleoli articolazioni umane arto inferiore gli apparati legamentosi mediale e laterale, che ne impediscono i movimenti di rotazione intorno al articolazioni umane arto inferiore asse longitudinale. I muscoli estensori della caviglia, globalmente considerati, sono articolazioni umane arto inferiore più sviluppati e forti di quelli addetti alla flessione.

Le ragioni di tale differenza sono in parte riconducibili al diverso impegno meccanico dei due gruppi di muscoli nel mantenimento della postura eretta. Infatti, poiché in tale posizione la proiezione al suolo del baricentro corporeo viene per lo più a cadere al davanti dell'articolazione della caviglia, il mantenimento della postura è assicurato dalla continua e potente azione di opposizione alla gravità dei muscoli estensori. Piede Il piede è quella regione che, con la sua architettura ossea e muscolotendinea, assicura all'uomo la stazione eretta e un corretto meccanismo di deambulazione.

L'evoluzione del piede, da organo prensile dotato di grande flessibilità a meccanismo più rigido, adatto a un'azione propulsiva e di sostegno, spiega la sua complessità strutturale. I muscoli e le strutture scheletriche atti alla prensione sono ancora presenti, ma il loro ruolo è molto ridotto rispetto alle componenti del piede implicate nella postura eretta e nella locomozione.